Verso La Sementeria
Petralana
3:10Bevo piano un Fernet scende giù fino al cuore come pioggia sull'erba medica, sono solo un disperato dentro un paio di calzoni e mi mangio nel freddo della notte gli avanzi dei padroni. E mi resta la memoria, del mio ultimo Natale, la pancia piena come un vizio, che è peccato raccontare e nel mezzo della notte mi metto a calcolare e riconto le file dei mattoni nel granaio, che ora è la mia casa. Ma non sono di città e neppure del paese chi mi cerca può trovarmi tra la stalla e il fiume mando giù questo Fernet che fa bene al mio cuore e se lo porta via E non sono bravo a contar le storie, ma mi sento dentro i miei vecchi stasera che mi han dato un mantello per coprirmi, l’innocenza della neve sporca le candele benedette cucite nelle tasche, e una fetta di pane di tre giorni passata sull’aringa. Abitudine al silenzio, che è peccato protestare e la testa piegata tutti i giorni sul petto al sorgere del sole ma non sono di città e neppure del paese chi mi cerca può trovarmi tra la stalla e il fiume mando giù questo Fernet che fa bene al mio cuore e se lo porta via Quando il grano matura, quando cresce la luna quando imbianca la strada, quando pettino la lana chi mi cerca può trovarmi tra la stalla e il fiume